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Audi tt (2006-2014)

Il primo annuncio di Audi riguardo alla nuova versione della TT (Audi TT Mark2, o Audi TT Mk2) risale all’agosto 2004, mentre la concept che rivelerà gran parte delle linee del futuro modello, la Shooting Brake, non verrà esposta prima dell’ottobre 2005, al Tokyo Motor Show.

Presentata ufficialmente il 6 aprile 2006, la nuova TT ha un particolare telaio, con l’anteriore in alluminio e il posteriore in acciaio, in modo da avere un miglior bilanciamento dei pesi. Questo ha consentito di rispettare maggiormente il pedone in caso di urto e mantenere il peso della vettura pressoché invariato rispetto a quello della precedente versione, nonostante la seconda versione monti un meccanismo che permette di far salire meccanicamente l’alettone posteriore a velocità superiori ai 120 km/h e di farlo abbassare non appena la vettura scende sotto gli 80 km/h.

Un’altra novità di questo nuovo modello sono le sospensioni adattive, denominate Audi Magnetic Ride. Ancora una volta su base Golf, sebbene questa volta sia la quinta serie a fornire i componenti comuni, la TT Mk2 è venduta in due motorizzazioni: 2.0 TFSI a iniezione diretta e turbocompresso da 200 CV, lo stesso propulsore della Golf GTI, abbinato sia alla trazione anteriore sia a quella integrale, e il 3.2 FSI a iniezione diretta aspirato da 250 CV, usato anche per la precedente generazione, disponibile solo con la trazione integrale. Rispetto al modello precedente le prestazioni sono complessivamente migliorate non solo per l’adozione di motori ad iniezione diretta di benzina, ma anche grazie al contributo dell’alluminio per la realizzazione del telaio. I cambi disponibili sono un manuale a sei rapporti e, in opzione, uno automatico-sequenziale a doppia frizione denominato S-Tronic.

A settembre 2008, è stata prodotta una versione speciale di quest’auto denominata TTS. Tale versione, prodotta sia in variante coupé che roadster, è dotata di un motore 2.0 TFSI da 272 CV capace di far accelerare l’auto da 0 a 100 km/h in soli 5,2 secondi (versione coupé con cambio automatico) e farle raggiungere la velocità massima di 250 km/h (limitata elettronicamente). Questo propulsore è il prodotto dell’elaborazione del 2.0 TFSI “standard”, che rappresenta un ottimo connubio delle due tecnologie Audi introdotte con la TT Mark1 (iniezione diretta di benzina e della sovralimentazione turbo). Questo motore da due litri (diverso dal 1.8 della Mark1, che non era dotato di iniezione diretta, ma derivava da quello della Golf GTI IV serie) a quattro cilindri, vince da quattro anni consecutivi, cioè dal 2005, il titolo di “Motore dell’Anno”. Non si tratta solo della potenza elevata che viene erogata a rendere speciale il TFSI, ma contribuisce anche la coppia ed il rendimento (consumi relativamente ridotti). Il cambio adottato è a doppia frizione S-tronic, che permette cambi di marcia molto veloci. Le modifiche estetiche, rispetto alle altre versioni, consistono nella single frame e negli specchietti cromati, caratteristiche esclusive delle Audi “S”, e nell’adozione di quattro scarichi posteriori (due affiancati per lato); cambiano leggermente anche i fari anteriori, che adottano led di posizione.

Sempre dal secondo semestre del 2008 viene prodotta una versione con un turbodiesel 2.0 TDI da 170 CV sia per le versioni Coupé che Roadster. Con tale motore l’auto vanta velocità di punta di 230 km/h, consumo medio di 5,2 litri/100 km ed accelerazione 0-100 in 7 secondi.

Al salone di Ginevra 2009 è stato presentato il modello di punta: la versione RS, con un vistoso alettone posteriore, dotata di un inedito propulsore 5 cilindri di 2,5 litri in grado di erogare 340 CV di potenza per una velocità massima di 280 km/h e una scatto da 0 a 100 km/h in 4,6 secondi. Tali prestazioni sono frutto anche del buon rapporto peso/potenza: 4,3 kg/CV per il modello coupé e 4,4 kg/CV per il modello roadster.

Nel 2012 ne è stata realizzata la versione Plus, la quale era dotata di un propulsore TSFI 2.5 potenziato a 360 cv che era in grado di portare la vettura alla velocità massima di 280 km/h, con accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,2 secondi. La coppia era stata incrementata a 465 Nm. Per la gestione del propulsore erano disponibili un cambio manuale a sei marce e il modello S-Tronic a sette rapporti. La frizione è doppia mentre la trazione è integrale. L’impianto frenante è costituito da freni a disco forati gestiti da quattro pistoncini. Per diminuire il peso complessivo, i cerchi da 19′ sono stati realizzati in lega.

Jeep Wrangler (1997-2007)

La Jeep Wrangler del 1997 (TJ) era molto simile alla CJ-7. La linea era volutamente retrò, ma con molte differenze dal punto di vista meccanico. Quasi l’80% delle componenti del veicolo era stata completamente riprogettata. Il modello TJ aveva sospensioni a quattro punti di attacco con molle elicoidali, simili a quelle di Jeep Grand Cherokee e che sostituivano le balestre della YJ, e interni rinnovati, con airbag lato guidatore e lato passeggero. Il modello TJ aveva conservato diverse caratteristiche classiche della produzione Jeep come i fari circolari, il parabrezza ripiegabile (adottato per la prima volta nel 1940) e le portiere smontabili oltre alla possibilità di avere una capote in tela oppure un tetto rigido rimovibile. Era inoltre presente di serie un “roll bar” montato in fabbrica.

Nel 2003 debutta Jeep Wrangler Rubicon,  il modello Jeep dal miglior allestimento offroad mai realizzato. Questa versione si guadagnò il diritto di avere questo nome leggendario poiché era dotata di un pulsante che permetteva al conducente di bloccare gli assali rinforzati anteriori e posteriori Dana 44, di un riduttore più spinto con rapporto 4:1, di pneumatici specifici e di molti altri equipaggiamenti che non erano disponibili su nessuna Jeep prodotta fino ad allora. I parafanghi “bolt on” avevano le viti di fissaggio in vista, con stile molto rugged.

I motori disponibili inizialmente erano un quattro litri ed un 2.5 a cui vennero in seguito aggiunto un 2,4 a 16 valvole. Nel 2004 venne introdotto il nuovo Jeep Wrangler Unlimited. La versione a passo lungo di Jeep Wrangler assicurava 33 cm di spazio in più nel vano di carico e 5 cm in più di spazio per le gambe dei passeggeri posteriori. Pur conservando tutto il divertimento della guida open air dell’originale Jeep Wrangler e le sue capacità 4×4, la versione Unlimited garantiva maggior comfort nella guida su strada ed una versatilità ancora più elevata.

La Sport è invece la versione base, affiancata a sua volta dalla Sahara. Quest’ultima è una versione full optionals con parafanghi in tinta, interni bicolori, controllo della velocità e rivestimento dei sedili in cordura anti strappo lavabile.

Mitsubishi L200 (1996-2005)

Mitsubishi L200 (1996-2005)✅ [Tempo di lettura: 1 minuto]

La terza serie fu lanciata nel 1996 e, come le precedenti, fu costruita in Thailandia. Rispetto al modello precedente, la carrozzeria fu rivista integralmente proponendo linee più arrotondate ed ingombri maggiori; anche l’abitacolo fu notevolmente migliorato con l’utilizzo di materiali, accessori e rifiniture che lo avvicinarono nell’aspetto e nella qualità a quello di una vettura tradizionale.Il motore, lo stesso della precedente versione, fu potenziato a 100 CV (e 240 Nm di coppia) grazie all’adozione di un intercooler: la versione base a 2 sole ruote motrici era però sempre offerta con la motorizzazione aspirata da 77 CV.La Mitsubishi L200 era proposta in 3 versioni, Single Cab (Cabina Singola, 2 posti), Club Cab (Cabina Estesa, 2+2 posti) e Double Cab (Doppia Cabina, 5 posti), e 4 allestimenti: GL, GLS, GLS Air e GLS Target, a seconda degli accessori montati. L’allestimento GL era quello più spartano, destinato ai mezzi da lavoro: si differenziava dagli altri per le ruote di dimensioni inferiori, per la mancanza dei passaruota e per il paraurti anteriore maggiorato nonché per altri dettagli nell’abitacolo e sulla carrozzeria. La più ricca delle versioni, la GLS Target, veniva proposta con un interessante differenziale posteriore bloccabile al 100% che trasformava il pick-up in un fuoristrada di categoria superiore.A metà del 2001 l’L200 fu aggiornata sia in alcuni particolari esterni sia nel motore: quest’ultimo, con l’adozione di una centralina elettronica, della pompa del gasolio a gestione elettronica e di una turbina a geometria variabile, vide la potenza salire a 115 CV. Venne anche commercializzata per un certo periodo un modulo elettronico ufficiale RallyArt (la divisione sportiva di Mitsubishi Europa) con il quale la potenza saliva a 133 CV, questo per fronteggiare l’arrivo sul mercato del nuovo Nissan Navara, che debuttò nel 2003 con un motore di 133 CV.
Anche questa versione venne proposta nelle varianti a 2 ruote motrici ed a trazione integrale inseribile.
Nel 2004 gli allestimenti furono rivisti e ridotti a tre, eliminando quello base: erano così presenti a listino i modelli Invite, Instyle ed Intense.


Maserati ghibli ✅(2013-oggi)
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La Maserati Ghibli viene realizzata su un telaio inedito denominato pianale Maserati M156, versione con passo accorciato del telaio della Quattroporte dello stesso anno; rispetto a quest’ultima la Maserati Ghibli risulta più corta, mentre la larghezza è rimasta invariata. La Ghibli condivide con la Quattroporte anche un motore, il benzina V6 (2979 cm³ 6 cilindri disposti a V con angolo di 60°, biturbo a iniezione diretta, interamente in alluminio) da 410 CV (301 kW) e da 330 CV (243 kW). Il blocco motore del V6 benzina invece viene prodotto, sotto licenza e supervisione Ferrari, in una fabbrica statunitense del gruppo FCA, ubicata nei pressi di Detroit. La Ghibli è anche la prima vettura nella storia della Maserati ad adottare un motore a gasolio. Si tratta di un motore 3.0 V6 turbo con tecnologia MultiJet II di 2987 cm³. Questo motore deriva dalle unità VM 3.0 24v ed è stato appositamente studiato per la Ghibli dalla divisione motori della Maserati sotto la supervisione di Paolo Martinelli, al fine di raggiungere una potenza massima di 275 CV (202 kW). Lo sviluppo è avvenuto insieme alla VM Motori/FPT. Tutti i motori sono abbinati ad un cambio automatico ZF a 8 rapporti dotato della possibilità di selezione manuale delle marce (detta anche”funzionesequenziale”).La trazione è,posteriore oppure integrale (denominata Q4, similmente a quanto avviene nei medesimi casi su alcuni modelli Alfa Romeo). La trazione integrale è abbinata unicamente al 3,0 litri benzina da 410 CV. Il bagagliaio ha una capienza di 500 litri.Model year 2017: l’aggiornamento ha introdotto dispositivi tecnologici più avanzati come i fari Led adattivi, il nuovo sistema multimediale (già introdotto con la Maserati Levante) ed i sistemi di assistenza alla guida avanzati (ADAS), tra i quali l’Highway Assist, che permette di regolare e gestire automaticamente distanza di sicurezza e traiettoria del veicolo. Il motore benzina V6 nella sua variante meno potente, viene portato a 350 CV (257 kW).Model year 2019: presentato a luglio 2018 , presenta nuove tinte esterne ed inediti disegni per i cerchi in lega, sedili in pelle Pieno Fiore opzionali.

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